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Corriere del Mezzogiorno – Il dono sciamano per il sì arcobaleno

Febbraio 26, 2020

Un sì pronunciato forte. Occhi negli occhi. Anton Emilio Krogh e Michele Schena diventano marito e marito nel settembre del 2018. Li sposa Monica Cirinnà, la senatrice cui si deve la legge sulle unioni civili. Uno dei testimoni è Rita Pavone, amica del cuore e idolo di Anton. La campagna romana — dove la coppia ha organizzato una cerimonia molto intima — brilla di sole e del ricordo delle parole di Marlene, la sciamana brasiliana che 6 anni prima aveva promesso ad Anton in dono l’amore. Gli aveva annunciato un regalo di Madre Terra. Un grazie per la felicità che aveva saputo dare ai 1.500 amici che avevano partecipato al suo Fairy tale party, la straordinaria festa al Piano delle Fate, nella tenuta siciliana di famiglia a Gibilmanna.

Il pensiero torna a quel periodo, luglio 2012. Anton accompagna Marlene a Punta Raisi dopo la festa e ritorna a Gibilmanna riflettendo sulle sue parole. Due giorni dopo entra nella sua vita Michele, un amico di amici che — incuriosito dal gran clamore suscitato dalla festa — lo aveva notato nelle foto vestito da principe azzurro. Anton ha 50 anni, Michele 42: sono adulti e hanno vissuto esperienze diverse. Per entrambi è il momento giusto, quello in cui si è pronti a riconoscere l’uomo della propria vita. Anton nello sguardo di Michele vede il sorriso, la bontà, e capisce che è la persona che aspettava. Si trova davanti un uomo di numeri, Michele è senior banker di un istituto di credito per le controparti istituzionali, e scopre che si incastra alla perfezione con lui che ha un approccio umanista alla vita. É un penalista con una spiccata vocazione mondana e un sorprendente futuro da scrittore.

Anton abita a Napoli, Michele è pugliese ma vive a Roma. Un’ora di distanza, infiniti viaggi in giro per il mondo facendo tappa in alberghi spesso scelti anche per l’appeal delle prime colazioni, i progetti in comune… Quasi subito iniziano a pensare alla fiaba, al «vissero felici e contenti». Vogliono dare forma alla sostanza. Qualcuno suggerisce loro di andare in Spagna, ma sono in prima fila nella battaglia per i diritti delle coppie omosessuali e non intendono imboccare vie traverse. Dopo la vittoria delle nozze arcobaleno, scoprono la gioia delle piccole cose: i nipoti di Michele che chiamano Anton ‘’zio’’, il doppio cognome sulle porte, il piacere di chiamarsi marito, le fedi al dito… Stare con Anton è come essere su una giostra: l’ultima in ordine di tempo quella di Sanremo, dove hanno vissuto il festival con Rita Pavone. E Michele affronta la frenesia tenendo i piedi per terra. Tre soli litigi, in otto anni, sono il segno di una armonia che supera ansie, stress, le tournée per le presentazioni dei libri di Anton e le feste da copertina che organizza. E conferma la scelta di vivere una storia che è una bandiera sventolata per chi non ha una voce forte quanto la loro per chiedere il diritto ad essere felici.

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