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Covid-19. Fase 2, un sequel come Squalo 2

Aprile 25, 2020

Fase due. L’inquietante titolo del sequel di un film che nessuno di noi avrebbe mai voluto interpretare. E come per ogni sequel cinematografico che si rispetti, anche questo potrebbe essere peggiore del primo. Il virus non scomparirà, costretto all’arretramento dopo due mesi di chiusura forzata e di sparizione pressoché totale sulla sua strada di esseri umani da infettare, si rintanerà un po’ per noia e un po’ per inattività negli angoli più reconditi del pianeta per riprendere respiro e ritrovare vigore. Sappiamo che ritornerà ad attaccarci nel momento che riterrà più opportuno e nella stessa modalità subdola e strisciante con cui si è mosso fino ad ora. Ce l’hanno detto medici e scienziati di tutto il mondo e ce lo suggerisce la logica. Come una roulette russa distribuirà ad alcuni un semplice raffreddore e ad altri sintomi più pesanti fino alla terapia intensiva, a volte con esito infausto. 

Riprendere la nostra vita e le normali attività lavorative in questa prossima fase sarà un po’ come tuffarsi nel mare blu dello Squalo di Spielberg, ma prima che il mostro fosse stato arpionato per sempre. 

Nasconderci questa realtà sarebbe davvero troppo da stupidi e irresponsabili, del resto le prescrizioni che dovremo seguire, rigidamente raccomandate dalle autorità sanitarie e imposte dal governo, quali distanziamento sociale, mascherine, guanti, attività e mobilità ridotta e molto altro, ne sono la conferma. In moltissimi spingono verso la riapertura e una convivenza con un nemico tanto ingestibile quanto potenzialmente cattivo, spinti naturalmente prima di tutto da motivazioni economiche che devono avere il massimo rispetto e considerazione, tuttavia mi chiedo se sia la scelta giusta.

In una fase ancora così incerta non rischiamo con la riapertura che il sacrificio di migliaia di persone in termini di vita, e di molte di più in termini economici, sia stato del tutto vano? Non sarebbe forse meglio stringere i denti e continuare a resistere? Se questo nemico invisibile, non messo ancora all’angolo e contro il quale la scienza medica non ha trovato una soluzione al di là di ipotesi e sperimentazioni, ritornasse ad attaccarci con la stessa virulenza, costringendoci tra uno o due mesi a un nuovo e più lungo lockdown, non rischierebbe di essere peggio non solo per la perdita di molte altre vite umane ma anche per l’economia? 

Sono consapevole che di fronte a una scelta del genere ogni stato dovrebbe farsi ben più carico dei propri cittadini e dei loro bisogni di quanto ha messo in conto, e sono altresì consapevole che nulla di tutto questo accadrà, perché anche in questa drammatica situazione a livello mondiale abbiamo avuto la conferma di come il mondo sia mosso solo ed esclusivamente dal dio denaro. In quasi tutti gli stati, pur di non fermare la macchina economica, si è preferito far finta che nulla stesse accadendo sacrificando così migliaia di vite umane. Inghilterra, Spagna, Francia, Stati Uniti, Russia, Nord Europa hanno ritardato provvedimenti e chiusure cercando di guadagnare anche solo una misera ora all’economia del paese mentre le terapie intensive collassavano. 

E così, dopo aver interpretato il primo film, diventeremo nostro malgrado anche le comparse di un pessimo sequel dovendoci destreggiare sul set come stuntman per evitare il peggio tra mascherine soffocanti, occhiali appannati e guanti impregnati di sudore, nella speranza che al poco talentuoso regista non venga il genio di girare il terzo film della serie. Quello sì che potrebbe davvero essere pessimo, da non resistere fino alla fine e dover richiedere il rimborso del biglietto al botteghino. 

Pubblicato su Ytali.com

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