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Se tutti, proprio tutti, rinunciassero al Salone del libro

Maggio 11, 2019

Non andrò a Torino con il mio ultimo libro Non si può fermare l’estate perché Mursia, il mio editore, non è nell’elenco degli espositori del Salone del Libro di Torino 2019. Pertanto non sono direttamente coinvolto nel problema e dibattito sull’essere presenti o disertare la manifestazione, per protestare contro la partecipazione della casa editrice “sovranista” Altaforte e le gravissime affermazioni del suo fondatore Francesco Polacchi, che con orgoglio rivendica il suo essere fascista, definendo Mussolini il migliore statista italiano.

Sorvolando sulla figura di un personaggio che già attraverso una veloce googlata si presenta per quello che è, sono consapevole quanto per un autore essere presente a Torino sia una grande vetrina oltre che un traguardo personale di enorme gratificazione.

Sono stato al Salone nel 2017 con il mio primo libro Come me non c’è nessuno ospite e intervistato da Radio Radicale e l’atmosfera che si respira è assolutamente unica.

Sicuramente rinunciare non è una scelta facile, lo stanno facendo alcuni, ogni giorno le defezioni aumentano ma di contro ci sono quelli che rivendicano la necessità di esserci, ognuno con motivazioni più o meno condivisibili.

Ma proviamo a immaginare invece se per una volta tutti fossero d’accordo, se in massa decidessero di non andare, tutti proprio tutti, dai grandissimi fino all’ultimo autore ignoto ai più. Pensiamo che esempio di forza sarebbe, che atto di autentica e compatta ribellione da parte della cultura contro un fenomeno che continuiamo a sottovalutare mentre cresce a dismisura, e a cui concediamo diritto di vita e di parola con troppa leggerezza in nome di quel principio che in democrazia tutto debba avere spazio e ingresso, anche il fascismo!

Pubblicato su Ytali.com

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